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Turista o viaggiatore: immagine di un tramonto

Ho letto decine di articoli in cui viene illustrata nel dettaglio la differenza tra un turista e un viaggiatore e in ognuno di questi articoli ho trovato una descrizione diversa, ma tutti hanno in comune una cosa: conferiscono un’accezione negativa all’etichetta “turista”.

Ed effettivamente, se qualcuno ci chiedesse se siamo turisti o viaggiatori, credo che nessuno di noi si troverebbe ad optare per la prima opzione. Vogliamo essere tutti orgogliosamente viaggiatori, perché i turisti, si sa, sono quelli che rovinano il mondo e farebbero meglio a starsene a casa.

Ma qual è la vera differenza tra un turista e un viaggiatore? Navigando tra i vari articoli sparsi per il web, sono incappata in una classificazione particolarmente esaustiva con le caratteristiche dell’uno e dell’altro e confesso che se io dovessi basarmi su questo elenco, sarei sicuramente una turista: mi documento molto prima di partire, programmo gli itinerari e gli spostamenti, non amo gli imprevisti, spendo sempre parecchio denaro, difficilmente rinuncio ai comfort minimi e a volte, anzi spesso, mi piace viziarmi e coccolarmi. Beh, più turista di così si muore!

Eppure.. eppure io prima di partire mi documento proprio perché non so dove sto andando. Ho l’umiltà di ammettere che non conosco a menadito gli ecosistemi e le tradizioni di tutto il mondo e documentandomi cerco di evitare di trovarmi involontariamente ad assumere comportamenti che potrebbero in qualche modo danneggiare l’ambiente in cui mi trovo o offendere la cultura locale.

Ci sono poi aspetti caratteriali che ritrovo nella mia vita di tutti i giorni e che si riflettono anche nei miei viaggi: sono una programmatrice patologica da sempre, al liceo stilavo un piano di studio mensile per arrivare preparata a tutte le interrogazioni, mentre oggi pianifico un menu settimanale per evitare di trovarmi senza cena dopo dieci ore in ufficio.. figuriamoci se non mi programmo un viaggio! Per di più, trovo che programmare aiuti ad ottimizzare tempo e spese, cosa che diventa spesso essenziale quando non sei un full-time traveller.

Per quanto riguarda poi l’aspetto economico, che dire.. non sono mai andata dall’altra parte mondo con un budget di 500 €, anzi le poche volte che ci sono stata mi è costato una fortuna. Il fatto di avere a disposizione del tempo per viaggiare solo nei periodi di alta stagione certamente non aiuta, ma è indubbio che la mia incapacità di rinunciare ad alcuni comfort ha un peso non irrilevante. Badate bene: non sto parlando di rinunciare a una suite da 100 mq con vista Central Park, ma se a vent’anni a certe cose badavo poco, oggi di una camera con bagno privato in una posizione strategica non posso fare a meno.

E per finire, sì, mi piace viziarmi: se una struttura di un certo livello rientra nel mio budget, non solo non ci rinuncio, ma anzi mi ci fiondo sopra, se posso concedermi una cena in un buon ristorante, lo faccio senza pensarci e se al check-in mi offrissero un upgrade in prima classe lo accetterei senza rimorsi (mi piace viziarmi, ma volo comunque in economy come tutti i comuni mortali..).

Personalmente non credo che avere uno zaino in spalla conferisca automaticamente l’agognata medaglia di vero viaggiatore. Senza andare dall’altra parte del mondo.. sapete nelle mie escursioni in montagna quante gente (assolutamente equipaggiata di zaino) ho visto lasciare i propri rifiuti nei rifugi senza badare a tutte le difficoltà di smaltimento? Troppa!

Per quel che mi riguarda, cerco sempre di viaggiare responsabilmente, senza interferire con la natura del luogo, evitando il più possibile di inquinare e di produrre rifiuti inutili, rispettando le persone e le culture con cui mi trovo a confrontarmi. Ci riesco sempre? E’ quello che spero.

Forse non sarò una viaggiatrice, ma una turista rispettosa sì!

E tu, turista o viaggiatore? Da che parte stai?

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